Forum AIC

Report dell'Evento - 15° Congresso sull'Imprenditoria Femminile dell'Area Adriatico-Ionica | Mostar, 15 aprile 2026

Il Congresso

Il 15° Congresso sull’Imprenditoria Femminile dell’Area Adriatico-Ionica, organizzato congiuntamente dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (Forum AIC) e dalla Camera dell’Economia della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, si è tenuto il 15 aprile 2026 a Mostar, in Bosnia ed Erzegovina in occasione della Fiera Internazionale dell’Economia di Mostar.

Il Congresso rappresenta una delle iniziative più consolidate del Forum AIC nel campo del sostegno all’imprenditoria femminile. Giunto alla sua quindicesima edizione, l’evento ha confermato il proprio ruolo di piattaforma privilegiata per il dialogo tra istituzioni, sistema camerale e imprenditrici provenienti da tutta la macroregione Adriatico-Ionica.

L’edizione 2026, intitolata “The Power of Connection: Women Entrepreneurs in a Time of Global Challenges”, è stata strutturata in quattro panel tematici e si è concentrata sul ruolo delle istituzioni, delle Camere di Commercio e delle strutture di supporto economico nella creazione di condizioni favorevoli per le imprese a guida femminile.

Attraverso il dialogo istituzionale, i contributi del sistema camerale, il coinvolgimento di reti europee di imprese e la presentazione di esperienze concrete, il Congresso ha evidenziato l’importanza di un’azione coordinata a livello locale, nazionale e macroregionale per rafforzare l’imprenditoria femminile e affrontare le sfide globali in modo congiunto.

Saluti Istituzionali e Apertura dei Lavori

I lavori sono stati aperti dalla moderatrice del Congresso, Dott.ssa Maja Miralem, che ha introdotto i relatori istituzionali. I saluti di apertura hanno tracciato con forza il perimetro tematico dell’evento, restituendo all’imprenditoria femminile il suo peso strategico nel quadro dello sviluppo macroregionale.

Marko Šantić, Presidente della Camera dell’Economia della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e del Forum Economico di Mostar, ha aperto i lavori ringraziando il Forum AIC per la consolidata partnership che ha reso possibile anche questa edizione. Il Presidente ha ricordato come le donne imprenditrici svolgono un ruolo centrale nel promuovere sviluppo economico, innovazione e responsabilità sociale. L’edizione 2026 del Congresso si concentra proprio sul ruolo che istituzioni e strutture di supporto devono svolgere nel creare condizioni concrete e favorevoli per le imprese a guida femminile.

«Le donne imprenditrici non creano solo imprese, ma generano opportunità, aprono nuovi posti di lavoro e rafforzano le comunità»
Marko Šantić
Presidente della Camera dell'Economia della Federazione di Bosnia ed Erzegovina e del Forum Economico di Mostar

 

Joze Tomaš, Presidente del Forum AIC, ha sottolineato come il Congresso rappresenti un’iniziativa ormai consolidata del Forum AIC, che nel corso degli anni si è affermata come un appuntamento stabile e rilevante per il dialogo tra istituzioni, Camere di Commercio e imprese dell’area adriatico-ionica. In questo contesto, l’attenzione viene posta in particolare sulla necessità di creare condizioni favorevoli allo sviluppo dell’imprenditoria femminile, considerata un elemento strategico per la crescita economica e sociale dell’intera area. 

Il Presidente Tomaš ha evidenziato inoltre il ruolo concreto e operativo svolto dalle Camere di Commercio e dalle organizzazioni di supporto alle imprese, che agiscono come intermediari fondamentali tra tessuto produttivo e sistemi economici più ampi. Grazie alla loro conoscenza diretta dei contesti locali e delle esigenze specifiche delle imprese, queste istituzioni sono in grado di facilitare l’accesso ai mercati, promuovere la creazione di partenariati strategici e accompagnare i processi di internazionalizzazione. In tal modo, contribuiscono in maniera significativa a rafforzare la competitività delle imprese e a generare nuove opportunità di sviluppo, anche a beneficio dell’imprenditoria femminile.

«Il sostegno all'imprenditoria femminile è parte di questo sforzo più ampio. Richiede cooperazione, strumenti pratici e un dialogo continuo tra istituzioni e attori economici. Iniziative come questo Congresso offrono uno spazio dove questi elementi possono convergere»
Joze Tomaš
Presidente del Forum AIC e della Camera di Commercio di Spalato

 

Giovanni Castellaneta, Segretario Generale dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI), ha inquadrato l’imprenditoria femminile come componente essenziale di una società civile vitale e dinamica – e la società civile, a sua volta, come attore indispensabile nel processo di integrazione europea. Nelle economie della regione, le donne sono già protagoniste: dalle piccole imprese familiari nel turismo che rivitalizzano aree rurali e costiere, alle start-up innovative nell’economia digitale e verde, fino alle industrie culturali e creative. Eppure persistono ostacoli strutturali: accesso limitato al credito, difficoltà nella crescita delle imprese, carico di cura sproporzionato. L’ambsciatore ha ribadito come le donne imprenditrici sono un driver fondamentale di crescita, innovazione e stabilità nella nostra regione; sostenerle significa rafforzare l’intera area Adriatico-Ionica.  

Vojin Mijatović, Vice Primo Ministro della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, ha illustrato il concreto impegno del Governo Federale: nel periodo 2023–2025 sono stati erogati circa 45 milioni di marchi convertibili in sovvenzioni alle piccole imprese, di cui circa 7 milioni diretti all’imprenditoria femminile, con criteri di valutazione che prevedono un vantaggio esplicito per le donne imprenditrici. Ha tuttavia invitato le stesse a non aspettare che le opportunità vengano concesse dall’alto: «Nessuno vi darà nulla. Dovete prendere la vostra posizione in questa società. Spetta alle istituzioni creare l’ambiente per rendere ciò più facile».

Dragan Čović, Primo Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della BiH, ha dichiarato aperto ufficialmente il 15° Congresso con una lucida riflessione: il solo fatto che sia ancora necessario tenere un evento dedicato specificamente all’imprenditoria femminile è la dimostrazione più eloquente che la parità non è ancora stata raggiunta. 

«Il fatto che oggi parliamo ancora di parità femminile dimostra che non siamo ancora pienamente uguali. Questo Congresso dovrà continuare finché non raggiungeremo davvero questo obiettivo» 
Dragan Čović
Primo Vice Presidente dell'Assemblea Parlamentare della BiH

Panel 1 – “Prospettive dal punto di vista dei Policy Makers”

Il primo panel ha esplorato le dimensioni politico-istituzionali del sostegno all’imprenditoria femminile, intrecciando la prospettiva macroregionale EUSAIR con le politiche nazionali e comunitarie. A condurre i lavori è stata la Dott.ssa Marija Čutura, Vice Preside della Facoltà di Economia dell’Università di Mostar, che ha fin dalle prime battute impresso al dibattito una cornice precisa: «La connessione non rappresenta solo il networking reciproco tra donne, ma implica anche il cambiamento che nasce dalla partecipazione femminile nel contesto politico e socioeconomico». Ha quindi aperto la discussione partendo dalla dimensione macroregionale, domandando:

«Quali sono le politiche chiave per incoraggiare l’imprenditoria femminile nella Strategia EUSAIR?»

Dott.ssa Lidija Pansegrau Hadrović, Coordinatrice Nazionale EUSAIR per la Croazia, ha risposto illustrando come l’istituzione del quinto pilastro sociale nella Strategia EUSAIR rappresenti il riconoscimento che la dimensione sociale – uguaglianza di genere e condizione giovanile in testa – era fino a quel momento assente. Ha posto l’accento sull’importanza del networking istituzionale e sull’urgenza di affrontare il problema del carico di cura familiare che ricade prevalentemente sulle donne: «Se non c’è supporto, se non c’è dove lasciare i figli, tutto ciò che facciamo è vano».

Portando il dibattito sul terreno del processo di integrazione europea, Dott.ssa Darijana Filipović, Rappresentante nell’Assemblea Parlamentare di BiH, ha inquadrato la parità di genere come una questione di sistema, non di categoria. Strumenti come la Direttiva Work-Life Balance dell’UE – che obbliga gli Stati a costruire infrastrutture di cura liberando spazio alle donne nel mercato del lavoro – hanno un impatto sistemico di grande rilievo: «Non è una questione femminile, è una questione sociale e sistemica». Ha inoltre sottolineato come l’integrazione europea faciliti concretamente l’accesso a capitali e linee di credito dedicate alle imprenditrici, attraverso fondi europei che motivano le istituzioni nazionali ad agire.

Su come queste politiche si traducano in numeri reali è intervenuta la Dott.ssa Helena Lončar, Direttrice del Servizio per l’Impiego della Federazione di BiH. I dati presentati restituiscono con chiarezza la dimensione del bisogno:

  • Su 11.000 persone raggiunte dalle politiche attive per l’occupazione, 6.000 erano donne, più della metà
  • Nonostante questa prevalenza numerica, le donne continuano a incontrare ostacoli pratici che ne limitano la piena partecipazione al mercato del lavoro
  • La mancanza di sussidi per gli asili nido rimane uno dei principali freni: senza soluzioni concrete per la cura dei figli, le donne non possono lavorare, indipendentemente dalla loro motivazione o preparazione

Bibić ha collegato direttamente il tema della cura a quello dello sviluppo economico.

«Senza riforme educative e misure sistemiche, teniamo consapevolmente fuori dall'economia una quota enorme del potenziale lavorativo»
Helena Lončar
Direttirce del Servizio per l'Impiego della Federazione di BiH

Panel 2 – “Il ruolo delle Camere di Commercio e delle organizzazioni di supporto nel promuovere l’imprenditoria femminile”

Il secondo panel ha riunito rappresentanti del sistema camerale di diversi Paesi per fare il punto sulle iniziative concrete a sostegno delle imprenditrici, mettendo in luce buone pratiche replicabili e approcci sistemici. A moderare i lavori è stata la Dott.ssa Eleonora Tramannoni, Segretaria Generale del Forum AIC, che ha aperto il panel ringraziando la Camera dell’Economia della Federazione di Bosnia ed Erzegovina per la collaborazione nell’organizzazione di questa quindicesima edizione, e in particolare il Presidente Šantić e il suo team. La Dott.ssa Tramannoni ha quindi inquadrato la domanda centrale attorno a cui si è sviluppato l’intero panel: «Come possiamo concretamente sostenere le donne imprenditrici attraverso i nostri sistemi?» – una domanda volutamente pratica, che ha orientato tutti gli interventi verso esperienze verificabili e strumenti già operativi, più che verso enunciazioni di principio.

Il primo intervento è stato della Dott.ssa Tiziana Pompei, Vice Segretaria Generale di Unioncamere Italia. 

«Dalla sua esperienza, cosa rende davvero efficaci i programmi per le imprenditrici? E guardando al sistema camerale italiano nel suo insieme, qual è il ruolo chiave delle Camere nel costruire un supporto strutturato e di lungo periodo, al di là dei singoli progetti?» 

Pompei ha risposto partendo da un dato che vale come premessa: in Italia le imprese femminili sono 1.300.000, e l’imprenditoria femminile non è più un fenomeno di nicchia. «Dove cresce l’impresa femminile, crescono anche l’innovazione e la competitività». Ha poi illustrato l’architettura del sistema camerale italiano, costruita attorno ai Comitati per l’Imprenditoria Femminile presenti in ogni Camera di Commercio, e ai programmi nazionali di rafforzamento delle competenze digitali e imprenditoriali, tra cui il percorso formativo “Women in Digital”, dedicato specificamente al rafforzamento delle competenze digitali delle imprenditrici. Ha sottolineato come questi Comitati rappresentino un presidio capillare e continuativo sul territorio, uno strumento che non si attiva solo in presenza di un progetto finanziato, ma lavora in modo permanente a contatto con le imprenditrici e con i loro bisogni reali. Il punto centrale del suo intervento è stata proprio questa distinzione: ciò che rende davvero efficaci i programmi non è l’intensità di una singola iniziativa, ma la capacità di accompagnare le imprenditrici lungo tutto l’arco di vita dell’impresa. Ha infine citato il progetto sulla Certificazione della Parità di Genere, sviluppato nell’ambito del PNRR, come esempio concreto di come il sistema camerale stia lavorando per misurare e rendere visibile l’impatto di lungo periodo delle politiche di sostegno. 

«Dove vede oggi i principali gap e barriere per le donne imprenditrici? E può condividere un’iniziativa concreta che stia facendo la differenza?»

Dott.ssa Nina Drakić, Presidente della Camera dell’Economia del Montenegro, con un profilo che intreccia analisi economica e cooperazione internazionale – maturata al fianco della Banca Mondiale, della GIZ e del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo – ha risposto con una lettura articolata.
Ha riconosciuto che i progressi degli ultimi anni sono reali: in Montenegro, il 26% delle imprese ha una titolare donna, un dato che testimonia un percorso compiuto. Ma ha subito sottolineato che, rapportato alla composizione della popolazione, il margine di miglioramento è ancora ampio. L’ostacolo principale che le donne continuano ad affrontare è l’accesso al credito: la mancanza di garanzie patrimoniali adeguate le penalizza in modo strutturale, e questa difficoltà si acuisce nelle fasi di crescita dell’impresa, quando servono risorse aggiuntive per scalare il business. Per rispondere a questo gap, la Camera montenegrina ha aderito all’iniziativa globale “WE Finance Code“, che punta a migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprenditrici attraverso partnership rafforzate con le istituzioni finanziarie e lo sviluppo di prodotti finanziari su misura per le esigenze delle imprese femminili.

Il panel si è poi arricchito del contributo della Dott.ssa Marianthi Malliaroudaki, Presidente della Camera di Commercio di Xanthi e della Rete Camerale Nazionale delle Imprenditrici della Grecia. La questione posta era doppia: cosa si è rivelato più efficace per coinvolgere le donne, in particolare le più giovani, nell’imprenditoria, e come le reti possono aiutare a scalare le iniziative di successo tra territori diversi. La Dott.ssa Malliaroudaki ha risposto a partire dalla propria esperienza diretta: lavorare contemporaneamente su scala locale, a Xanthi, e su scala nazionale, attraverso la Rete Camerale Nazionale delle Imprenditrici, le ha permesso di osservare da vicino come le due dimensioni si alimentino a vicenda. Un programma di mentoring che funziona in un territorio specifico non nasce dal nulla – nasce da una conoscenza profonda del contesto locale, delle sue dinamiche economiche, dei settori in cui le donne sono più presenti e di quelli da cui sono ancora escluse. È questa conoscenza di prossimità che, quando viene condivisa attraverso una rete strutturata, diventa replicabile altrove. La condizione, ha sottolineato, è che le Camere non perdano mai il radicamento territoriale nel momento in cui si proiettano su scala più ampia: il rischio di costruire reti che parlano tra loro senza più ascoltare le imprese è reale, e va presidiato con attenzione.

La prospettiva europea è stata portata dalla Dott.ssa Sanja Popović Pantić, Presidente del Gruppo Tematico per l’Imprenditoria Femminile dell’Enterprise Europe Network.

«Cosa si può fare concretamente per garantire che le donne non siano lasciate indietro nei settori dell’ICT e delle tecnologie avanzate?» 

La Dott.ssa Popović Pantić ha illustrato come il Network accompagni le PMI femminili nell’internazionalizzazione con strumenti molto concreti: dalla connessione con gli investitori, con sessioni di preparazione dedicate a come presentarsi efficacemente, all’organizzazione di eventi B2B che mettono le imprenditrici in contatto diretto con potenziali clienti. Sul fronte dei settori innovativi, ha condiviso un dato preciso: le analisi condotte sulle imprese deep tech mostrano una crescita del numero di donne coinvolte, ma le imprenditrici restano ancora sottorappresentate negli schemi di finanziamento dedicati a queste tecnologie complesse e ad alto rischio. La risposta deve essere specifica: formazione mirata, criteri di accesso che tengano conto delle specificità delle imprese femminili e supporto dedicato per colmare il gap. 

A chiudere il panel è stata la Dott.ssa Nikolina Trojić, Presidente della Camera dell’Economia Croata di Dubrovnik e membro del Consiglio Direttivo del Forum AIC, con due esperienze concrete che hanno catturato l’attenzione della sala. Sul fronte della leadership, la domanda era quanto contino oggi i programmi di preparazione delle donne ai vertici aziendali, anche alla luce dei nuovi requisiti europei sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione.
Trojić ha risposto illustrando la “Future of Management Academy”, promossa dalla Camera di Commercio Croata con un obiettivo esplicito: che nessuno possa mettere in dubbio che le donne arrivino ai vertici per competenza. I dati del contesto croato rendono evidente l’urgenza:

  • Tra le 1.000 maggiori imprese in Croazia, solo il 20% delle donne siede nei consigli di amministrazione
  • Le donne ricoprono funzioni esecutive solo nel 9% dei casi
  • Il gap è strutturale e richiede interventi formativi sistemici, non episodici

Sul fronte del supporto locale, la Presidente Trojić ha poi presentato il modello Dubrovnik: anni di lobbying presso l’amministrazione comunale hanno portato all’ottenimento di fondi non rimborsabili dedicati esclusivamente alle imprenditrici: 240.000 euro erogati a 184 imprenditrici. «È un modello eccellente, uno stimolo che anche altri contesti potrebbero adottare».

A margine del panel, dal pubblico è intervenuto il Presidente del Forum AIC Joze Tomaš, che ha voluto ricordare come le donne abbiano sempre avuto un ruolo centrale nella storia stessa del Forum: una delle fondatrici è stata Jadranka Radovanić, la presidente che lo ha preceduto è stata Mirjana Čagalj, e oggi il Forum è guidato da una Segretaria Generale donna. Un dato di contesto che, nel quadro della discussione, vale più di molte dichiarazioni di principio. 

«Abbiamo ascoltato esperienze diverse, ma anche elementi comuni: l'importanza della continuità, il ruolo delle reti e la necessità di restare vicini ai bisogni reali delle imprese. Ed è esattamente qui che le Camere di Commercio possono fare la differenza.»
Eleonora Tramannoni
Segretaria Generale del Forum AIC

Panel 3 – “Ambiente e iniziative per l’avanzamento dell’imprenditoria femminile”

Il terzo panel ha portato al centro le voci di chi l’imprenditoria femminile la vive ogni giorno – come imprenditrice, come operatrice di supporto, come comunicatrice – con un approccio diretto e pragmatico che ha caratterizzato l’intera sessione.
A moderare i lavori è stata la Dott.ssa Azra Džigal, consulente indipendente con una lunga esperienza nel campo dell’imprenditoria femminile, che ha aperto il dibattito con:
«Solo circa un terzo delle imprese ha una titolare donna. Cosa manca per raggiungere una percentuale maggiore e garantire una qualità imprenditoriale più elevata?»
Una domanda che ha funzionato come filo conduttore dell’intera sessione, riportando costantemente la discussione dal piano delle enunciazioni a quello delle soluzioni concrete.

Ad aprire la sessione è stata la Dott.ssa Alisa Gekić, CEO dell’Entrepreneurial Center LINK, che ha risposto con dati concreti. I due ostacoli principali che identifica sono l’accesso ai finanziamenti nelle fasi iniziali e la mancanza di supporto sistemico nei primi mesi di vita di un’impresa – il periodo in cui il rischio di fallimento è più alto. Il centro LINK lavora esattamente su questo fronte, e i risultati sono misurabili:

  • Oltre 200 imprese supportate negli ultimi tre anni
  • Tasso di sopravvivenza superiore al 70%, grazie al tutoraggio continuativo nei primi 12–15 mesi di attività
  • Un modello che dimostra come l’accompagnamento strutturato riduca drasticamente il rischio di chiusura precoce

La Dott.ssa Gekić ha insistito su un punto che ha attraversato l’intero panel: questi programmi funzionano, ma restano fragili finché dipendono da finanziamenti a progetto. La soluzione è istituzionalizzarli, inserirli nelle strategie locali di lungo periodo con budget dedicati, e trattarli come infrastrutture economiche, non come iniziative volontarie.

A portare l’attenzione su una dimensione spesso trascurata nel dibattito sull’imprenditoria femminile è stata la Dott.ssa Valentina Rupčić, CEO di Večernji list BiH. Džigal le ha chiesto direttamente: «Qual è oggi il rapporto tra media e imprenditoria femminile, e dove si trovano le responsabilità?» La dott.ssa Rupčić ha affermato che i media possono e devono essere partner delle imprenditrici, ma il cambiamento deve essere reciproco. «Se non fornite ai media storie positive e dati concreti sui vostri risultati, non ne parleranno. Ciò che non si vede non è accaduto». Ha poi aggiunto una riflessione più strutturale: finché l’imprenditoria femminile viene raccontata come una categoria separata, con le proprie sezioni speciali e i propri spazi dedicati, si perpetua involontariamente l’idea che sia un’eccezione. L’obiettivo deve essere opposto: comunicare l’imprenditoria femminile semplicemente come imprenditoria, senza aggettivi né riserve.

A offrire una testimonianza che segna una rottura rispetto agli schemi tradizionali è stata la Dott.ssa Tatjana Vosinek Pucer, Direttrice Generale della Kobilarna Lipica in Slovenia.
Il contesto stesso del suo intervento è già di per sé significativo: la Lipica è un’istituzione che esiste da 445 anni, e lei ne è la prima direttrice donna nella storia

«Cosa significa guidare un’istituzione così radicata nella tradizione come prima donna, e qual è il suo messaggio per le imprenditrici della regione?» 

La risposta della Dott.ssa Vosinek Pucer evidenzia una profonda riflessione: il principale ostacolo che le donne affrontano, spesso, non è esterno ma interno. «Spesso siamo il nostro ostacolo più grande. Vogliamo essere sicure al 100%, abbiamo paura di esporci al rischio e così perdiamo fiducia in noi stesse». Il suo invito è stato diretto e senza mediazioni: avere una visione e andare avanti con coraggio, senza aspettare condizioni perfette che raramente arrivano.

«Sono la prima donna direttrice nella storia di un'istituzione di 445 anni. Questo la dice lunga su quanto strada ci sia ancora da fare — e su quanto sia possibile fare quando si ha il coraggio di andare avanti»
Tatjana Vosinek Pucer
Direttrice Generale Kobilarna Lipica

A chiudere il panel è stata la Dott.ssa Blanka Bradvica, Community Manager del Code Hub Mostar, che ha portato la prospettiva generazionale e digitale. Il suo punto di partenza è una constatazione: per chi lavora nei settori digitali le barriere geografiche esistono sempre meno: è possibile lavorare da Mostar per clienti in tutto il mondo, e questo rappresenta un’opportunità enorme per le giovani imprenditrici che non devono più scontare il peso di trovarsi in una città o in un Paese periferico rispetto ai grandi mercati. Ma la Dott.ssa Bradvica ha introdotto anche un rischio speculare, che ha indicato come la sfida più urgente per la regione: se l’ecosistema locale non cresce di pari passo con i talenti che produce, quei talenti se ne vanno. «Se non investiamo sistematicamente in leader femminili e nell’ecosistema, perderemo giovani talenti che porteranno il loro business e le loro competenze all’estero, rallentando l’intero Paese». Un monito che la Dott.ssa Džigal ha restituito nella sua chiusura come valido per l’intera macroregione: la digitalizzazione apre opportunità, ma senza investimenti strutturali nel capitale umano femminile rischia di diventare un acceleratore della fuga di cervelli piuttosto che uno strumento di sviluppo locale.

Roundtable on Best Practices 

La sessione pomeridiana del 15° Congresso, ospitata presso il Buna Hotel, ha concluso i lavori con una tavola rotonda dedicata alle best practices, che ha visto la partecipazione di sei imprenditrici provenienti da diversi settori ed esperienze professionali. L’incontro ha rappresentato un momento centrale del Congresso, con l’obiettivo di dare voce diretta alle protagoniste dell’imprenditoria femminile e valorizzare esperienze concrete di sviluppo aziendale.

Ad aprire i lavori è stata la moderatrice Dott.ssa Mirjana Čagalj, Consigliera del Presidente della Camera dell’Economia Croata, con un curriculum che attraversa la direzione di cantieri con oltre 250 lavoratori, la gestione di progetti complessi come arbitratrice e mediatrice internazionale certificata, fino allo sport agonistico e ricreativo. La Dott.ssa Čagalj ha aperto il confronto ponendo a tutte la medesima domanda: «Cosa significa per voi la forza della connessione – una domanda che ha funzionato come filo conduttore dell’intera sessione, restituendo fin dalle prime risposte la varietà e la concretezza delle esperienze presenti al tavolo.

La Dott.ssa Jelena Čačulović, CEO di Weltplast d.o.o., è un’ingegnera ambientale che ha costruito la propria esperienza tra Ungheria, Germania, Austria e Zagabria – lavorando nel campo degli appalti EU e della politica ambientale prima di tornare in Erzegovina dopo quasi vent’anni per guidare l’azienda di famiglia. La sua risposta alla domanda di apertura è stata immediata: «La forza della connessione significa tutto. Il mio percorso lo dimostra esattamente: senza connessione, niente di tutto questo sarebbe stato remotamente possibile».

Sulla crescita dell’impresa, ha offerto una lettura lucida del contesto attuale: in Bosnia ed Erzegovina, il quadro geopolitico e la crisi di settore – che ha portato alla dichiarazione di una situazione straordinaria nell’industria – rendono il mercato internazionale oggi difficilmente accessibile. In questo scenario, la sostenibilità si è rivelata non una scelta valoriale ma una risorsa strategica concreta: costruita nel tempo, è diventata l’asset più solido su cui Weltplast può contare.

La Dott.ssa Katarina Kafadar, CEO di Ovnak d.o.o., gestisce un sistema articolato che copre l’intera filiera dei beni di largo consumo: cosmetica, stazioni di servizio, agricoltura. Giurista ed economista di formazione, ha rapidamente sostituito la teoria con la pratica nell’azienda di famiglia. Nel corso del dialogo, la Dott.ssa Čagalj, facendo riferimento ai suoi successi, le ha chiesto: «Cosa ha imparato dalla collaborazione con altre donne imprenditrici?»
La Dott.ssa Kafadar ha risposto: «Dobbiamo imparare a celebrare sinceramente il successo degli altri, senza metterci costantemente a confronto. Non si tratta di relazioni superficiali o passeggere, ma di legami autentici, fondati sul carattere e non sul genere».

La Dott.ssa Marija Smodlaka, Direttrice Generale di Marana d.o.o. (Split), ha iniziato il proprio percorso imprenditoriale nel 1997, nel periodo post-bellico e prima dell’introduzione dell’IVA in Croazia – un contesto che ha richiesto, come ha detto lei stessa, «straordinaria capacità di adattamento, resilienza e flessibilità». Alla domanda della Dott.ssa Čagalj sulla forza della connessione, ha risposto con una sintesi che racchiude molto: «Per me è esattamente questo: forza. Una serie di opportunità – risparmio, collaborazione, nuovi affari ed educazione, ma anche consiglio e supporto».

La Dott.ssa Čagalj le ha chiesto direttamente cosa significhi guidare con efficacia in sistemi complessi e multisettoriali come quello di Marana. La Dott.ssa Smodlaka ha risposto che la competenza tecnica è necessaria ma non sufficiente: la capacità davvero decisiva è «distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è – e dare spazio al proprio team di crescere e realizzarsi».

La Dott.ssa Marija Buntić, Responsabile delle Comunicazioni Aziendali di Elektroprivreda Herceg Bosne (EP HZHB), ha riposizionato il dipartimento di comunicazione al livello del consiglio di amministrazione. Oggi guida un team di 40 persone e gestisce la comunicazione con oltre 200.000 utenti. La sua lettura della connessione è immediata e coerente con tutto ciò che fa: «La forza della connessione è, in fondo, comunicazione».
Quando la Dott.ssa Čagalj le ha chiesto come si gestisce la comunicazione in un sistema così vasto e articolato, Buntić ha risposto che la complessità non è il problema – lo è l’assenza di struttura: «Se hai canali di comunicazione ben sviluppati e una struttura verticale chiara, non ci sono problemi».

La Dott.ssa Selma Hadži, CEO di Uljara Lučka (Montenegro), ha costruito il proprio percorso in modo non lineare ma straordinariamente coerente: oltre dieci anni nei progetti internazionali e nel settore non governativo (programmi Interreg, IPMA, collaborazioni con partner di più Paesi per un valore complessivo superiore a un milione di euro) prima di approdare all’imprenditoria privata. Oggi guida il primo frantoio oleario nella parte continentale del Montenegro, in una regione dove l’olivicoltura si è espansa mentre l’urbanizzazione ha progressivamente ridotto la produzione nel sud del Paese. Una scelta imprenditoriale nata dall’osservazione di un territorio e di un’opportunità che nessuno aveva ancora colto. La sua risposta sulla connessione è minimalista, ma efficace: «Non conta ciò che facciamo da soli, ma ciò che creiamo insieme – perché insieme siamo semplicemente più forti».

Il suo intervento ha portato in sala due elementi di rilievo. Il primo riguarda i fondi europei: Uljara Lučka ha sviluppato il proprio progetto di investimento accedendo al programma IPARD, lo strumento europeo di pre-adesione dedicato all’agricoltura e allo sviluppo rurale, disponibile anche per i Paesi che, come il Montenegro, non hanno ancora completato il percorso di integrazione nell’UE. Un esempio concreto di come le imprenditrici della macroregione possano utilizzare gli strumenti europei anche in assenza della piena membership, costruendo imprese solide e competitive prima ancora dell’accesso al mercato unico. Il secondo elemento riguarda il fatto che Uljara Lučka partecipa a un progetto europeo per l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale nel controllo qualità della produzione olearia, con tecnologia laser per il rilevamento di corpi estranei nel processo produttivo. Un caso concreto di innovazione tecnologica avanzata applicata a una filiera tradizionale, che dimostra come la transizione digitale non sia appannaggio esclusivo dei settori ad alta intensità tecnologica.

La Dott.ssa Marijana Dabo Percan, Titolare di Tijara Events e Presidente della Sezione per la Cultura e le Industrie Creative presso la Camera dell’Economia Croata di Pula, chiude il tavolo con un profilo che unisce imprenditoria, patrimonio culturale e progettualità europea. Con oltre vent’anni di esperienza in produzioni ad alto profilo, ha risposto alla domanda di apertura con una sintesi efficace: «La forza della connessione è, senza dubbio, il nostro più grande acceleratore di business».

Due elementi del suo intervento meritano attenzione: 

  • Il lavoro all’Arena di Pola: organizzare un evento in uno dei monumenti romani meglio conservati al mondo è un’impresa logistica di complessità rara, in cui la variabile più difficile da gestire non è la tecnica, ma è l’aspettativa. «Il cliente più difficile è quello che sa esattamente cosa vuole»
  • L’Associazione Krug, rete femminile di imprenditrici operante all’interno della Camera dell’Economia dell’Istria: un modello territoriale concreto che connette imprenditrici, rafforza la comunità locale e genera nuovi progetti e collaborazioni d’impresa. «È un bel modello di supporto per le donne, per la comunità, e per la creazione di nuove collaborazioni – piccole o con risultati davvero significativi».

A chiudere i lavori della tavola rotonda è stata la moderatrice Mirjana Čagalj, con parole che hanno restituito il senso dell’intera giornata: «Oggi abbiamo dimostrato che il successo non arriva da soli. Si costruisce attraverso la connessione, la condivisione delle esperienze e la resilienza di fronte alle sfide. Abbiamo sentito storie diverse, eppure ognuna ha un filo comune: la forza di andare avanti, anche quando non è facile. Credo che tutte le connessioni nate oggi continueranno ben oltre questa sala».

A sigillare il Congresso è stato il Presidente del Mostar Economic Forum Marko Šantić,  riconoscendo il lavoro di costruzione dell’intera giornata, ringraziando la Segretaria Generale del Forum AIC Eleonora Tramannoni, co-organizzatrice del programma e tutto lo staff e soprattutto le relatrici del Congresso.

«Dobbiamo imparare a celebrare sinceramente il successo degli altri, senza metterci costantemente a confronto. Non si tratta di relazioni superficiali o passeggere, ma di legami autentici, fondati sul carattere e non sul genere»
Katarina Kafadar
CEO di Ovnak d.o.o.

Visita aziendale e tour del centro storico di Mostar

Il 16 aprile, le imprenditrici e le relatrici del Congresso hanno avuto l’opportunità di partecipare a una visita guidata presso Lignum d.o.o., azienda con sede a Mostar attiva nel settore dell’allestimento e dell’arredamento di edifici, tra cui hotel, spazi commerciali, uffici, residenze studentesche e sanitarie, appartamenti e abitazioni private. Fondata nel 1992 come punto vendita specializzato in pannelli di vario tipo (truciolare, compensato, ecc.), l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, rispondendo alle esigenze di una clientela diversificata sia sul mercato nazionale che internazionale.

La visita ha rappresentato un’importante occasione per conoscere da vicino un esempio concreto di imprenditorialità locale di successo, approfondire le dinamiche produttive del settore e confrontarsi su temi quali innovazione, qualità e capacità di adattamento ai mercati.

A seguire, il programma è proseguito con un tour del centro storico di Mostar, momento pensato per valorizzare il patrimonio culturale della città e, allo stesso tempo, favorire occasioni di networking e scambio informale tra le partecipanti. In un contesto suggestivo e ricco di storia, le partecipanti hanno potuto consolidare relazioni, condividere esperienze e creare nuove opportunità di collaborazione.

Principali Takeaways del Congresso

Il 15° Congresso ha prodotto un quadro articolato di raccomandazioni e priorità condivise, che attraversano trasversalmente le quattro sessioni e restituiscono una visione coerente delle sfide e delle opportunità per l’imprenditoria femminile nell’area Adriatico-Ionica:

  • Istituzionalizzare il supporto: i programmi per le imprenditrici devono essere inseriti nelle strategie locali e nazionali di lungo periodo con budget dedicati, trattati come infrastrutture economiche, non come iniziative dipendenti dalla discontinuità dei cicli progettuali
  • Rimuovere gli ostacoli pratici: il problema della cura familiare (asili nido, assistenza agli anziani) è una questione sistemica, non individuale; come evidenziato dalla Direttiva Work-Life Balance dell’UE, senza infrastrutture di cura adeguate il potenziale imprenditoriale femminile rimane strutturalmente limitato
  • Replicare i modelli che funzionano: il modello Dubrovnik, ossia fondi non rimborsabili per le imprenditrici ottenuti attraverso il lobbying camerale, il modello LINK, ossia tutoraggio continuativo nei primi 12–15 mesi con oltre il 70% di tasso di sopravvivenza, e il caso Uljara Lučka, ossia accesso ai fondi IPARD e innovazione AI nell’agroindustria tradizionale, sono esempi concreti e replicabili in altri contesti della macroregione
  • Valorizzare le reti transnazionali: le Camere di Commercio, con il coordinamento del Forum AIC nel quadro EUSAIR, sono il soggetto più adatto a costruire reti strutturate e durature tra imprenditrici di Paesi diversi, garantendo che le buone pratiche non restino isolate nei territori di origine; modelli come l’Associazione Krug in Istria dimostrano il valore delle reti femminili anche a scala locale
  • Investire in digitalizzazione e competenze: le giovani generazioni hanno già gli strumenti per operare su scala globale; l’urgenza è costruire ecosistemi locali capaci di trattenere i talenti, perché senza investimenti strutturali nel capitale umano femminile la digitalizzazione rischia di diventare un acceleratore della fuga di cervelli
  • Valorizzare la trasversalità dei percorsi: le esperienze più solide non nascono da carriere lineari – nascono dalla capacità di attraversare settori, contesti e sfide diverse; la pluralità di esperienze non è un limite, è una risorsa che costruisce imprenditrici più resilienti e più capaci di prendere decisioni in contesti complessi
  • Superare gli ostacoli interni: come emerso con forza nella tavola rotonda, spesso il principale freno all’imprenditoria femminile non è esterno ma interno; attendere la certezza assoluta prima di agire significa perdere opportunità, la resilienza si costruisce nell’azione, non nell’attesa
  • Rendere visibili i successi: la comunicazione dei risultati concreti delle imprenditrici è un fattore strategico per il cambiamento culturale; i media devono essere partner attivi di questo processo, e le imprenditrici devono essere protagoniste di quella narrazione
  • Accelerare l’integrazione europea: per i Paesi dei Balcani Occidentali, l’integrazione nell’UE è un acceleratore decisivo per l’accesso ai fondi, alle reti di supporto e ai mercati, con un impatto diretto e misurabile sull’imprenditoria femminile; l’attesa non può essere indefinita
  • Operazionalizzare il quinto pilastro EUSAIR: la dimensione sociale della Strategia EUSAIR, che include esplicitamente l’uguaglianza di genere, deve diventare cornice operativa per iniziative concrete di cooperazione macroregionale, non soltanto enunciazione di principio

Prospettive Future e Continuità del Percorso

Il 15° Congresso ha confermato il proprio ruolo di appuntamento di riferimento per l’imprenditoria femminile nell’area Adriatico-Ionica. I contributi emersi dalle quattro sessioni tracciano una direzione chiara: la sfida per i prossimi anni non è più dimostrare il valore e la rilevanza dell’imprenditoria femminile, ma costruire le condizioni strutturali, finanziarie, normative, infrastrutturali e culturali, per farne una leva stabile di sviluppo economico.

Il Forum AIC e la Camera dell’Economia della Federazione di Bosnia ed Erzegovina hanno confermato l’impegno a proseguire su questo percorso, valorizzando le sinergie maturate nel corso dell’evento. Le iniziative già operative, dal progetto pilota GAIN B2B all’Osservatorio DO-AIR, dal gruppo “Friends of EUSAIR” al Parlamento Europeo alle reti camerali nazionali, rappresentano una base concreta su cui costruire azioni sempre più mirate. In parallelo, l’Iniziativa Adriatico-Ionica ha annunciato che già il 23–24 aprile a Skopje, in occasione della 20a Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti, saranno discussi i corridoi di trasporto europei – infrastrutture fisiche la cui carenza rappresenta anche un freno concreto all’internazionalizzazione delle PMI femminili.

La tavola rotonda sulle buone pratiche ha aggiunto un’altra dimensione: la voce diretta di chi costruisce impresa ogni giorno, con le sue contraddizioni, le sue scommesse e le sue conquiste. È da questa combinazione di visione macroregionale e storie concrete, politiche strutturali ed esperienze individuali che nasce il valore duraturo del Congresso.

Il percorso tracciato dal 15° Congresso si inserisce in una visione più ampia: quella di una macroregione Adriatico-Ionica in cui le imprenditrici siano non soltanto presenti, ma protagoniste riconosciute dello sviluppo sostenibile, inclusivo e integrato dell’area. Un obiettivo che richiede cooperazione, dati, reti e soprattutto la volontà politica e istituzionale di tradurre le parole in azioni concrete. Il 16° Congresso sarà la prossima occasione per misurare quanta strada è stata percorsa.