Forum AIC

Report finale della Conferenza “Infrastrutture e connettività per le Marche: dal Libro Bianco alla dimensione macroregionale”

Si è svolta a Roma il 16 settembre 2025, presso la sede di Unioncamere agli Horti Sallustiani, la Conferenza finale “Infrastrutture e connettività per la Regione Marche: dal Libro Bianco alla dimensione macroregionale”, promossa dalla Camera di Commercio delle Marche nell’ambito del Programma Infrastrutture del Fondo Perequativo di Unioncamere, in collaborazione con Uniontrasporti e con il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (Forum AIC).

L’iniziativa ha segnato la fase conclusiva di un articolato percorso internazionale avviato a marzo dello stesso anno, che ha incluso due tappe preparatorie di particolare rilievo a Creta e Portorose.

In Grecia, il confronto si è concentrato principalmente sul trasporto marittimo e sull’aggiornamento dei dati dell’Osservatorio DO-AIR, strumento chiave per monitorare i flussi logistici e fornire evidenze quantitative alle decisioni politiche. La tappa slovena di Portorose, invece, ha posto al centro l’analisi della connettività terrestre, con particolare attenzione agli assi stradali e ferroviari, evidenziando le sfide della mobilità transfrontaliera nell’area Adriatico-Ionica.

L’evento di Roma ha rappresentato il momento istituzionale di sintesi, finalizzato a presentare i risultati del Libro Bianco delle Marche e a tradurre le riflessioni emerse durante il roadshow in raccomandazioni concrete di policy, coerenti con la strategia macroregionale EUSAIR. La conferenza ha offerto una piattaforma di dialogo tra istituzioni nazionali e regionali, operatori economici, gestori delle infrastrutture, esperti accademici e stakeholder internazionali.

Apertura istituzionale

La sessione di apertura è stata inaugurata dalla Segretaria Generale del Forum AIC, Eleonora Tramannoni, che ha sottolineato come l’iniziativa sia stata concepita per connettere le sfide infrastrutturali e logistiche della Regione Marche con una prospettiva macroregionale più ampia, creando uno spazio di confronto tra attori diversi ma complementari. La Dott.ssa Tramannoni ha evidenziato il ruolo decisivo del Forum AIC nel dare respiro internazionale al progetto, favorendo il dialogo e la cooperazione in un’area che guarda sempre più ai Balcani come naturale estensione dello sviluppo economico italiano.

A seguire, l’intervento di Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, che ha sottolineato come in passato l’Italia sia stata in grado di realizzare infrastrutture di grande impatto, citando l’Autostrada del Sole e la rete Alta Velocità come esempi emblematici. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul Ponte sullo Stretto di Messina, ricordandone il potenziale valore strategico e gli effetti positivi attesi in termini di occupazione ed economia.

Il Presidente di Unioncamere ha anche sottolineato il ruolo storico delle Camere di Commercio nello sviluppo infrastrutturale del Paese, evidenziando come oggi, pur in presenza di risorse limitate, esse continuino a garantire pragmatismo e concretezza. Ha richiamato, in particolare, lo squilibrio della dorsale adriatica rispetto alla costa tirrenica.

La necessità di rafforzare i collegamenti est-ovest – come la Quadrilatero – e di intensificare la cooperazione con i Balcani Occidentali è stata sottolineata come priorità strategica, definendo questi Paesi come “il futuro naturale della proiezione infrastrutturale italiana”.

Il ruolo delle Marche

Il Presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, ha evidenziato come l’evento nasca dall’intersezione tra un progetto nazionale, sostenuto dal Fondo Perequativo, e la dimensione internazionale promossa dal Forum AIC.

Sabatini ha rimarcato che le infrastrutture, sia materiali sia digitali, costituiscono strumenti imprescindibili per la competitività delle imprese e per la coesione sociale, sottolineando il ruolo attivo della Camera delle Marche nel dialogo con i governi e nel monitoraggio continuo delle esigenze del territorio.

Riprendendo il motto del Forum AIC, “Uniti dal mare”, Sabatini ha sottolineato come l’Adriatico e lo Ionio rappresentino ponti naturali che collegano economie e culture, ma che al tempo stesso condividono criticità logistiche e colli di bottiglia che richiedono interventi coordinati.

“Le Marche si candidano ad essere non solo un territorio produttivo e dinamico, ma un territorio ponte, capace di unire le sponde dell’Adriatico-Ionio e di contribuire, con idee e competenze, a una macroregione più integrata e competitiva.”
Gino Sabatini
Presidente della Camera di Commercio delle Marche

In questo quadro, Sabatini ha ricordato l’importanza dell’Osservatorio DO-AIR, sviluppato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, quale strumento decisivo per “passare dalle impressioni ai numeri”, fornendo basi oggettive al dialogo istituzionale.

L’Osservatorio è stato indicato come modello di riferimento anche dalla Dichiarazione di Creta dei Ministri degli Affari Esteri dei Paesi EUSAIR, rafforzando la capacità del sistema camerale di proporre soluzioni basate su dati concreti. La proposta di elaborare un Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali e logistiche della Macroregione Adriatico-Ionica è stata quindi lanciata come ulteriore strumento di cooperazione e crescita condivisa, finalizzato a definire linee di sviluppo e investimenti strategici per l’intera area.

Le prospettive macroregionali

Infine, il Presidente del Forum AIC, Joze Tomaš, ha ribadito il concetto che “la prosperità della macroregione dipende dalla nostra capacità di connetterci”. Ha sottolineato il ruolo del Forum come piattaforma capace di raccogliere le istanze delle imprese e di trasformarle in proposte concrete per le istituzioni.

A titolo di esempio, Tomaš ha citato il gruppo di lavoro sui trasporti nato dopo il Forum EUSAIR di Sebenico, volto a fronteggiare i ritardi ai valichi di frontiera tra UE e Balcani occidentali.

Per Tomaš, le infrastrutture rappresentano la “linfa vitale dello sviluppo”, strumenti capaci di superare confini e generare nuove opportunità. Egli ha delineato due obiettivi strategici:

  1. sostenere l’integrazione dei Balcani occidentali nella rete europea dei trasporti;

  2. consolidare il ruolo del sistema camerale come laboratorio permanente di dialogo e cooperazione.

Il Presidente ha infine auspicato che lo sforzo intrapreso venga esteso a tutte le Camere italiane del Forum e supportato dal Fondo Perequativo di Unioncamere, con l’obiettivo finale di produrre un Libro Bianco macroregionale condiviso.

“Questo gruppo ha iniziato a lavorare in modo sistematico, raccogliendo dati, esperienze e buone pratiche dai diversi Paesi e contribuendo a creare una visione condivisa delle criticità e delle possibili soluzioni. È un esempio concreto di come il Forum AIC intenda operare: ascoltando i territori, dando voce alle imprese e trasformando le loro esigenze in proposte operative per le istituzioni.”
Joze Tomaš
Presidente del Forum AIC

Presentazione Libro Bianco della Regione Marche e sfide per la connettività Adriatico-Ionica

La parte centrale della mattinata è stata dedicata alla presentazione del “Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali delle Marche”, illustrata da Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti, che ha poi assunto anche il ruolo di moderatore nei panel successivi. Il suo intervento ha offerto un quadro analitico accurato sullo stato delle infrastrutture delle Marche e sulla più ampia dimensione Adriatico-Ionica. La relazione, basata su dati aggiornati e indicatori di performance, ha intrecciato l’analisi economica regionale con una prospettiva macroregionale, delineando criticità e opportunità e aprendo la strada al dibattito tra istituzioni, imprese e stakeholder.

Fontanili ha aperto il suo intervento presentando i numeri dell’economia marchigiana. Nel 2024 l’export si è attestato a circa 14 miliardi di euro, registrando una flessione del 6% rispetto al 2023. La regione si colloca così al nono posto nazionale, confermando un tessuto produttivo fondato sulle piccole e medie imprese e sulla forza del Made in Italy, ma messo alla prova dalla ridotta competitività internazionale e dalle difficoltà di accesso ai mercati.

Questa fragilità si riflette anche nella dotazione infrastrutturale, descritta come “abbastanza complicata”. Se la costa adriatica può contare su autostrada e ferrovia, l’entroterra rimane penalizzato da carenze nei collegamenti trasversali est-ovest, che ostacolano la coesione regionale. Solo l’area di Ancona, grazie alla sinergia tra porto, aeroporto e interporto, riesce a superare la media nazionale nei KPI di Uniontrasporti, configurandosi come nodo strategico da valorizzare.

Dal confronto con il mondo economico regionale emergono tre grandi direttrici di intervento:

  • Completamento di uno schema viario “a maglia”, per superare l’attuale configurazione “a pettine” che penalizza le aree interne.
  • Potenziamento delle connessioni ferroviarie, sia sulla direttrice adriatica sia sugli assi trasversali.
  • Valorizzazione della piastra logistica integrata porto–interporto–aeroporto, quale asset competitivo regionale.

Questi obiettivi si traducono in sette priorità infrastrutturali urgenti:

  1. Potenziamento della Linea Adriatica
  2. Sviluppo dell’Aeroporto di Ancona-Falconara
  3. Rilancio dell’Interporto delle Marche
  4. Ammodernamento della linea ferroviaria Orte–Falconara
  5. Realizzazione della Ferrovia dei Due Mari
  6. Completamento della Pedemontana delle Marche
  7. Completamento della Superstrada E78 Grosseto–Fano

Un approfondimento specifico è stato dedicato alla E78 Grosseto–Fano, infrastruttura di rilevanza nazionale e comunitaria, discussa sin dagli anni Sessanta e inserita nei Libri Bianchi di Toscana, Umbria e Marche. Dei 276 km complessivi, circa 107 km risultano attualmente interessati da lavori, molti commissariati da ANAS per accelerare i tempi.

Nelle Marche ricadono circa 50 km di tracciato, con un valore stimato di 4,6 miliardi di euro. Opera simbolo del progetto è la Galleria della Guinza, la cui realizzazione è cruciale per il completamento dell’asse. Tuttavia, la differenza di avanzamento tra versante toscano e umbro-marchigiano, unita ai ricorsi legali e alla lentezza dei procedimenti, ha prodotto ritardi significativi.

“Il non realizzare opere non ha impatto zero. I famosi costi del non fare sono dei reali costi che poi vanno a discapito del territorio, vanno a discapito della competitività delle imprese.”
Antonello Fontanili
Direttore di Uniontrasporti

Una volta completata, la E78 sarà una Smart Road inserita nella rete TEN-T, dotata di sistemi digitali per l’interazione veicolo–infrastruttura, e costituirà un corridoio strategico per la mobilità di merci e passeggeri.

La presentazione ha quindi allargato la prospettiva alla Macroregione Adriatico-Ionica, caratterizzata da forti disparità interne in termini di PIL, innovazione e dotazione infrastrutturale. Secondo il Logistic Performance Index della Banca Mondiale, Italia e Grecia si collocano al 19° posto, mentre Montenegro, Serbia e Albania restano in fondo alla classifica.

Alcuni dati chiave evidenziano la centralità marittima della macroregione:

  • 27 porti (21 marittimi e 6 fluviali)
  • 48% del traffico passeggeri UE
  • 20% del traffico merci UE

Accanto ai punti di forza, emergono criticità strutturali:

  • Valichi di frontiera: tempi di attesa che possono superare le 24 ore, con impatti pesanti su persone e merci. Come osservato da Fontanili: “Durante la conferenza tenuta a Portorose, sono rimasto basito dallo scoprire che nel 2025 ci possano essere tempi di attesa che superano le 24 ore ai confini.”
  • Carenza di autisti, aggravata nei Balcani dall’esodo verso l’UE e da normative restrittive sui permessi di lavoro.
  • Dipendenza dal trasporto su gomma: infrastrutture ferroviarie obsolete e colli di bottiglia che frenano la competitività.

La parte conclusiva della presentazione ha posto l’accento su alcune parole chiave – integrazione, sostenibilità, cooperazione e conoscenza – come leve decisive per il futuro. In particolare, la conoscenza è stata indicata come fattore abilitante, con l’Osservatorio DO-AIR, promosso dal Forum AIC, a supporto di decisioni basate su dati e non su impressioni. 

Da qui nasce l’idea di un Libro Bianco macroregionale, concepito per replicare l’esperienza delle Marche, ascoltare i territori e tradurre le istanze locali in priorità condivise. In questo percorso, il sistema camerale potrà assumere un ruolo strategico, con le Camere di Commercio viste come attori in grado di alimentare il confronto, sensibilizzare le istituzioni e tradurre le discussioni in risultati concreti. “L’approccio di ascoltare i territori per individuare le priorità è un modello di grande interesse”.

L’intervento di Fontanili ha dunque costruito un ponte tra l’analisi regionale e la visione macroregionale, ponendo basi solide per un dibattito orientato a soluzioni concrete e condivise.

Panel 1 “Infrastrutture strategiche per la connettività delle Marche: attori e visione integrata”

Il primo panel della conferenza ha rappresentato un passaggio cruciale: l’analisi strategica sviluppata nella sessione introduttiva ha incontrato la concretezza delle esperienze istituzionali e gestionali, aprendo il confronto diretto tra i principali attori responsabili delle infrastrutture delle Marche.

Guidato da Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti, il dibattito ha verificato la coerenza delle priorità emerse nel Libro Bianco con i piani di investimento e gli strumenti operativi disponibili, offrendo una visione integrata e realistica dello sviluppo infrastrutturale regionale e macroregionale.

Per rendere più vivo il confronto, Fontanili ha scandito il panel con domande mirate agli speaker, ponendo l’accento sui nodi irrisolti ma anche sulle opportunità future:

“Guardando alle attività concrete svolte come Commissario straordinario nelle Marche, in Abruzzo, Lazio e Umbria, quali interventi infrastrutturali hanno mostrato maggiore efficacia nella ricostruzione post-sisma?”

ha chiesto a Guido Castelli, Commissario Straordinario nella ricostruzione post-sisma del 2016, aprendo la riflessione sul tema della governance multilivello e della capacità di coordinamento.

Il Senatore Guido Castelli ha presentato il programma Rivita, concepito per ridare vitalità economica e sociale ai territori appenninici colpiti dal terremoto. La sua testimonianza ha offerto un esempio concreto di come una governance complessa possa tradursi in risultati tangibili.

Castelli ha sottolineato che la ricostruzione “non riguarda solo gli edifici, ma la Civitas, la comunità”, indicando come il vero successo risieda nella capacità di “faticare preventivamente sul raggiungimento degli obiettivi”, più che nella sola velocità esecutiva.

L’esperienza della ricostruzione post-sisma ha dimostrato l’efficacia di un modello capace di integrare:

  • la struttura commissariale
  • il governo centrale
  • le quattro Regioni coinvolte
  • ben 138 sindaci coordinati in un’unica strategia

Tra le opere simboliche spicca la SS4 Salaria, interessata da 54 interventi per un valore complessivo di 1,85 miliardi di euro, insieme a cinque itinerari interregionali mirati a ricucire i collegamenti con la rete primaria.

“Per le grandi infrastrutture l’elemento vincente è la governance, oltre alla coerenza con i vincoli imposti dalle milestone e dai target europei.”
Guido Castelli
Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016

Guardando al futuro, Castelli ha sottolineato la necessità di una connessione Tirreno–Adriatico più solida, considerando le Marche una piattaforma logistica naturale al centro delle nuove rotte energetiche e delle prospettive di allargamento dell’UE.

Successivamente, ha preso parola il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Vincenzo Garofalo, il quale ha evidenziato la necessità di affrontare il tema della portualità con un approccio di lungo periodo e coerente con le esigenze del territorio.

Alla domanda “In un’ottica di intermodalità, come immagina il futuro collegamento tra i porti marchigiani e le reti ferroviarie e stradali per renderli nodi competitivi a livello macroregionale?” Garofalo ha sottolineato che i porti devono essere concepiti come infrastrutture al servizio delle comunità e delle imprese, integrate in un sistema di mobilità sostenibile e intermodale, sostenendo: “porti al servizio del territorio e non territori al servizio dei porti”.

In questa prospettiva, Garofalo ha delineato le priorità di investimento sul Porto di Ancona, nodo cardine dell’Adriatico centrale e potenziale cerniera tra Balcani, Mediterraneo e centro Italia:

  • Approfondimento dei fondali per accogliere navi di nuova generazione;
  • Elettrificazione delle banchine per ridurre le emissioni e supportare la transizione ecologica;
  • Completamento degli ultimi miglia ferroviari per rendere più competitiva l’intermodalità;
  • Digitalizzazione delle procedure logistiche e doganali.

Un altro tema centrale è stato il rapporto porto-città. Garofalo ha sottolineato come la restituzione progressiva del porto antico alla fruizione urbana possa generare nuove opportunità culturali e turistiche, mentre le aree di espansione logistica e produttiva possono essere dedicate allo sviluppo della Blue Economy e della cantieristica navale, con il sostegno a Fincantieri e al comparto degli yacht, considerati asset strategici per l’economia regionale.

Rivolgendosi al Presidente Massimo Stronati, il moderatore ha chiesto:

“L’Interporto Marche ha vissuto negli ultimi anni una fase di rilancio con progetti importanti come l’insediamento di Amazon: in che modo queste esperienze possono diventare un modello per attrarre nuovi investimenti e rafforzare il sistema logistico regionale?”

Il Presidente Stronati ha raccontato la trasformazione dell’Interporto Marche, passato da una fase di forte criticità a una nuova stagione di rilancio. L’insediamento di Amazon ha rappresentato un effetto catalizzatore, generando occupazione diretta, attrazione di fondi di investimento e nuovi player internazionali, stimolando un circolo virtuoso che ha reso l’Interporto un polo di attrattività regionale.

Stronati ha individuato tre linee di sviluppo principali:

  1. Interconnessione infrastrutturale: rafforzare i collegamenti con porto e aeroporto, integrandosi nella piattaforma logistica regionale
  2. Digitalizzazione: sviluppare tecnologie avanzate, superando i limiti legati all’assenza di fibra e 5G, garantendo servizi innovativi alle imprese
  3. Intermodalità ferroviaria: favorire lo shift modale dalla gomma al ferro, anche attraverso protocolli operativi già avviati

In questa prospettiva, l’Interporto viene concepito non solo come nodo logistico, ma come catalizzatore di investimenti e laboratorio di innovazione applicata alla logistica.

Rispondendo alla domanda: “Quale valore aggiunto porterebbe l’infrastruttura E78 Grosseto–Fano non solo per le Marche ma per l’intero corridoio Tirreno-Adriatico?” Il Presidente della CCIAA Maremma e Tirreno, Riccardo Breda, ha sottolineato che la E78 Grosseto-Fano rappresenta una grande opportunità di sviluppo, fondamentale per l’intero Paese. Il principale valore aggiunto consiste nel colmare il vuoto di collegamenti est-ovest, una carenza strutturale che penalizza le aree interne e ne ostacola lo sviluppo.

Breda ha evidenziato come la mancanza di infrastrutture adeguate si traduca direttamente in perdita di competitività per le imprese, isolando i territori e rallentando la logistica.

“Un euro investito in infrastrutture ne rilascia sei sul territorio. Ecco perché dobbiamo spiegare ai comitati del no quali sono i reali costi-benefici.”
Riccardo Breda
Presidente CCIAA Maremma e Tirreno, Strada Europea E78 “Due Mari Grosseto–Fano”

La sua visione punta alla semplificazione burocratica e al potenziamento della rete ferroviaria ad alta capacità, in grado di trasportare merci e passeggeri in modo efficiente, superando la logica centrata esclusivamente sull’alta velocità.

L’intervento conclusivo è stato affidato all’ingegnere Roberto Laghezza, Responsabile Sviluppo Infrastrutture di RFI, al quale il moderatore ha chiesto:

“RFI è impegnata in progetti di ammodernamento e riattivazione di linee ferroviarie: quali interventi sono prioritari per migliorare la connettività ferroviaria delle Marche e l’intermodalità con porti e interporti?”

Laghezza ha illustrato la strategia ferroviaria nazionale e il suo impatto sulle Marche, evidenziando un processo di modernizzazione tecnologica volto a:

  • Adeguare la Linea Adriatica agli standard PC80
  • Incrementare la lunghezza dei treni merci a 750 metri
  • Portare la velocità massima a 200 km/h
  • Completare il raddoppio della tratta Termoli–Lesina, aumentando la capacità da 4 a 10 treni/ora

Gli interventi riguardano inoltre l’introduzione di sistemi digitali avanzati di governo della circolazione (ACCM), l’implementazione dello standard europeo ERTMS per l’alta velocità e l’adeguamento di linee e sagome.

Questa digitalizzazione porta benefici diretti alle imprese: maggiore affidabilità e puntualità della rete, incremento della capacità e riduzione dei costi, “aumentando la competitività almeno del 30% a parità di costo trasportato”.

“Non facciamo gli investimenti che vuole fare RFI, ma quelli che servono al territorio.”
Roberto Laghezza
Responsabile Sviluppo Infrastrutture Area Centro Sud Adriatica di RFI

In conclusione, ha ricordato che l’obiettivo non è la tecnologia fine a se stessa, ma creare nuove opportunità per il mercato, favorendo il riequilibrio modale dal trasporto su gomma al ferro e offrendo al tessuto economico marchigiano un’infrastruttura efficiente, sostenibile e integrata con porto e interporto.

Panel 2 “Oltre le Infrastrutture: sviluppo e connessioni per le Marche nell’Area Adriatico-Ionica”

La sessione conclusiva della conferenza ha posto al centro il ruolo del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (Forum AIC), rappresentato dal Presidente Joze Tomaš e dal Vicepresidente Vicario Robert Rakar. Moderato dal Direttore di Uniontrasporti Antonello Fontanili, il panel ha costituito un momento di sintesi delle lezioni emerse dal roadshow internazionale e di riflessione sulle prospettive future di cooperazione transfrontaliera.

L’incontro si è articolato attorno a due assi principali: la cooperazione come strumento per superare i colli di bottiglia logistici e l’innovazione come motore di efficienza e competitività.

A partire da questi spunti, Fontanili ha rivolto al Presidente Tomaš una domanda chiave:

“Presidente Tomaš, il Forum AIC ha avuto un ruolo centrale nel roadshow: quali insegnamenti possiamo trarre dalla cooperazione transfrontaliera per migliorare la competitività dell’area adriatico-ionica?”

Il Presidente ha risposto evidenziando tre pilastri fondamentali. In primo luogo, la cooperazione transfrontaliera non deve essere considerata un concetto astratto, ma un metodo di lavoro indispensabile. «Lavorare insieme significa trasformare ostacoli comuni in opportunità condivise», ha spiegato.

In secondo luogo, ha sottolineato l’importanza di basare il dialogo istituzionale su dati oggettivi, citando l’Osservatorio Dati della Regione Adriatico-Ionica (DO-AIR) come strumento che consente di passare “dalle impressioni alle prove tangibili”, fornendo una base solida di conoscenze su flussi e necessità dell’area. Il riconoscimento formale dell’Osservatorio nella dichiarazione finale dei Ministri EUSAIR a Creta ne ha confermato il valore strategico.

Infine, Tomaš ha richiamato il ruolo unico del Forum AIC quale piattaforma in cui siedono insieme imprese dei Paesi UE e dei Paesi candidati, una rete capace di generare la massa critica necessaria per incidere sulle strategie e sugli investimenti europei.

Chiamato a intervenire sulla gestione dei colli di bottiglia infrastrutturali, Rakar ha offerto un’analisi pragmatica e concreta.

Fontanili:
“Direttore Rakar, a Portorose è emersa con forza la necessità di affrontare i colli di bottiglia transfrontalieri, soprattutto lungo gli assi ferroviari e stradali Italia–Slovenia. Quali sono, dal suo punto di vista, le priorità più urgenti e come il sistema camerale può favorire un coordinamento istituzionale stabile per superarle?”

Il Vicepresidente ha sottolineato che il sistema camerale deve essere la voce dell’imprenditoria, ricordando che le imprese non chiedono “nulla di straordinario”, ma soprattutto semplificazione. Ha denunciato le criticità ai confini, con file di decine di chilometri e tempi di attesa anche superiori alle dieci ore, ribadendo che ciò che resta bloccato al confine rappresenta il nostro prodotto lordo, il nostro denaro.

Per superare questi ostacoli, Rakar ha indicato come priorità la digitalizzazione delle procedure doganali.

"Quando un TIR arriva al confine, non si dovrebbe iniziare dai controlli cartacei: il sistema deve già fornire tutte le informazioni sul carico."
Robert Rakar
Vicepresidente vicario del Forum AIC

Ha inoltre richiamato la necessità di colmare le carenze infrastrutturali marittime, ricordando che nel Nord Adriatico non esiste alcun collegamento traghettuale attivo, nonostante la via del mare sia più breve ed efficiente rispetto a quella terrestre.

Rakar, chiamato a rispondere sulla gestione dei colli di bottiglia infrastrutturali, ha offerto un’analisi pragmatica e diretta.

Le battute finali della conferenza, affidate nuovamente al Presidente Tomaš, hanno offerto una visione proiettata al futuro. È stata ribadita la necessità di proseguire con decisione lungo il percorso di collaborazione, valorizzando il ruolo delle Marche e del loro sistema camerale.

Tra le priorità è emersa l’esigenza di incentivare il trasporto marittimo anche nei mesi invernali, quando i collegamenti traghettuali si riducono drasticamente, con effetti negativi sulla continuità degli scambi.

In occasione del 25° anniversario del Forum AIC, Tomaš ha affermato che è giunto il momento di «aprire una nuova pagina», segnando il passaggio a una fase più operativa e orientata ai risultati.

Il messaggio finale è stato chiaro: le infrastrutture non sono soltanto opere fisiche, ma la linfa vitale dello sviluppo economico e sociale, i ponti che uniscono economie, persone e culture. In questo quadro, la Regione Marche si propone come “territorio ponte”, capace di catalizzare relazioni e opportunità tra le due sponde dell’Adriatico e dello Ionio.

Conclusioni

La conferenza di Roma ha così sancito una visione condivisa: la macroregione Adriatico-Ionica potrà colmare i propri deficit logistici solo attraverso un approccio integrato e transnazionale, fondato su governance collaborativa, digitalizzazione dei processi, rafforzamento delle connessioni est-ovest e potenziamento delle autostrade del mare.

Questa prospettiva si inserisce in continuità con quanto emerso nelle tappe precedenti del roadshow. A Creta era stato sottolineato il valore strategico della pianificazione basata su dati oggettivi e dell’integrazione tra analisi, dialogo territoriale e cooperazione transfrontaliera, elementi che costituiscono la spina dorsale dell’Osservatorio DO-AIR

A Portorose, invece, l’attenzione si era concentrata sulla necessità di rendere il trasporto ferroviario una scelta realmente competitiva, sottolineando come la sostenibilità debba tradursi non solo in riduzione dell’impatto ambientale, ma anche in inclusione sociale, conoscenza e valorizzazione del capitale umano.

Roma ha raccolto questi insegnamenti e li ha proiettati in avanti, confermando l’auspicio condiviso che il lavoro svolto confluisca in un Libro Bianco macroregionale, capace di orientare le politiche di investimento e rafforzare la competitività complessiva dell’area.

Quest’ultima conferenza non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova fase operativa: le analisi e i confronti emersi lungo l’intero roadshow – da Creta a Portorose fino a Roma – dovranno tradursi in risultati tangibili per imprese e comunità.

Il successo di questo percorso dipenderà dall’impegno congiunto di tutti gli attori coinvolti, nel trasformare la visione in realtà e costruire un futuro di prosperità condivisa per l’intera macroregione Adriatico-Ionica.